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giovedì 11 luglio 2013

Riforma

Due giorni fa la Commissione ha pubblicato un suo documento riassuntivo sulla Riforma. Potete scaricarlo a questo link.

lunedì 1 luglio 2013

Riforma: analisi di R&D Ispra della proposta di accordo



Con questo messaggio vorremmo proporvi la nostra analisi e alcune riflessioni sulla proposta/accordo di riforma dal punto di vista del contenuto piuttosto che sulle modalità del processo che ha portato a questa ultima versione, perché riteniamo che possiate essere più interessati alle conseguenze pratiche piuttosto che ai negoziati e alle formalità in quanto tali.
Prima di arrivare all’analisi, vorremmo sottolineare che non siamo soddisfatti dell’accordo: può essere solo considerato come “il meno peggio” se messo a confronto con cosa potevamo imbatterci. Non dobbiamo dimenticare che l’intero esercizio non era inteso a migliorare i benefit del personale o a “riparare” gli errori della riforma 2004. No, si tratta solo di un’operazione volta a risparmiare denaro, eseguita sotto la pressione politica degli Stati Membri, che comunque, alla fine, non risparmieranno poi così tanto.  Gli Stati Membri hanno proposto un pesante inasprimento delle condizioni previste dallo statuto attualmente in vigore, per esempio attraverso l’eliminazione dell’indennità di espatrio, l’applicazione del prelievo alle varie indennità (tra cui quelle famigliare), il taglio dei diritti di pensione fino al 20%, l’incremento dei contributi pensione fino al 36%, età pensionabile da 63 a 67 anni e assunzione delle future segretarie con stipendi ridotti del 20%, solo per menzionare alcune richieste.
Siamo d’accordo con il sentimento dei nostri colleghi del Parlamento e vogliamo citare una loro dichiarazione:
“Se non fosse stato per la decisa presa di posizione del Parlamento Europeo, tutte queste misure sarebbero state pubblicate sul Giornale Ufficiale. Sentiamo la necessità di ringraziare il presidente Schulz, il  rapporteur Roth-Behrendt e il presidente del JURI e tutti i rapporteurs meno noti per la loro difesa di una funzione pubblica europea permanente, indipendente e competente”. 
 Alla luce di quanto sopra, è realistico dare almeno uno sguardo più in dettaglio all’accordo, così da poter esser in grado di valutare i risultati reali piuttosto che focalizzarsi sulle emozioni. Tenete presente che una composizione del personale così diversa - "vecchio" personale prima del 2004, "giovani" dopo il 2004  CA, TA, fine carriera, inizio carriera, personale single, staff con famiglia, "espatriati", etc. - è impossibile trovare un pacchetto di compromesso che possa minimizzare le insoddisfazioni di tutti nella stessa misura. Pe gli stati membri il vecchio slogan “dividi e conquista” sembra essere la strategia.
L’analisi dell’accorso è stata presentata e discussa nel corso della riunione del comitato R&D dello scorso giovedì 27 giugno, aperto a tutti i nostri iscritti. Con i loro importante contributo siamo arrivati alla seguente interpretazione (vedi link). Nell’accordo esistono molti elementi che danno seguito al percorso di deterioramento iniziato con la riforma del 2004. Tuttavia, si possono trovare anche alcuni miglioramenti (i.e. 6 anni per gli agenti contrattuali con la possibilità di partecipare a concorsi interni; metodo automatico di adattamento dello stipendio; incremento della griglia salariale e del livello di assunzione per la categoria AST/SC; incremento del tasso di promozione per i colleghi AD5 - AD7; inserimento della clausola che supporta le scuole europee e disposizioni per l’orario di lavoro flessibile).
Se l’accordo sarà accettato dal Parlamento Europeo, il compito della rappresentanza del personale sarà quello di minimizzare l’impatto negativo delle nuove norme e continuare nella direzione della difesa dell’UE e del suo personale.

lunedì 24 giugno 2013

Le nostre considerazioni su un probabile sciopero

Abbiamo ricevuto diverse domande da parte di nostri aderenti sulla posizione di R&D Ispra in relazione al preavviso di sciopero che è stato emesso da parte dei sindacati. Considerando il messaggio del vicepresidente Šefčovič e quanto da lui affermato, R&D Ispra ritiene opportuno aspettare il risultato della consultazione a tre (trialogo) di domani prima di sostenere uno sciopero. Se l'accordo finale dovesse rispettare le linee spiegate da Šefčovič, crediamo che si possa ritenere che questo risultato sia un compromesso realistico e accettabile - anche se certamente non ideale. Se, tuttavia, ciò non si verificasse e i testi finali fossero significativamente e negativamente diversi da ciò che è sul tavolo ora, la possibilità di uno sciopero diventerebbe reale.
Vi daremo tutti gli aggiornamenti possibili nei prossimi giorni.

giovedì 30 maggio 2013

Aggiornamento: trialogo riforma

Questa mattina abbiamo assistito ad un incontro con Frutuoso de Melo (Direttore Generale aggiunto HR) in cui i rappresentanti del personale hanno ricevuto informazioni sulla discussione “trialogo”di ieri.
Il principale punto di discussione è stato il metodo per l’adattamento salariale. Sembra che sia possibile raggiungere un accordo sulla base di una proposta avanzata dal Parlamento Europeo, molto simile a quella inizialmente avanzata dalla Commissione. L’unica modifica significativa è la presenza di una clausola di “moderazione” grazie alla quale l’adattamento verrebbe diviso in due metà qualora l’aumento del potere d’acquisto fosse superiore al 2% (metà dal 1 luglio dell’anno precedente – così come già accadeva con il metodo precedente – e metà da corrispondere il 1 Aprile dell’anno in corso).
Questa clausola si riferisce solo alla variazione del potere d’acquisto, mentre l’inflazione sarebbe sempre presa in considerazione integralmente. È stato anche spiegato che questa clausola di moderazione, se fosse esistita nei 20 anni precedenti, sarebbe stata applicata solo nel 2009.
Gli argomenti di discussione al trialogo della prossima settimana saranno focalizzati su carriere e pensioni. Per le carriere, il PE potrebbe aprire i negoziati con il Consiglio in modo da creare un collegamento tra gradi AD e responsabilità.
Riguardo ad altre misure, la Commissione sta mantenendo le sue posizioni.

lunedì 18 marzo 2013

Il Parlamento spinge per un cambiamento del QFP

Come già saprete, lo scorso mercoledì 13/3 il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione contro il budget di lungo termine (QFP) concordato dai 27 stati membri durante il summit del Consiglio tenutosi a febbraio (durante il nostro R&D Cafè organizzato lo stesso giorno - 13/3 - abbiamo potuto dare questa informazione in diretta!).
Il voto di mercoledì scorso non implica che i negoziati sull'intero QFP dovranno riprendere da zero; si tratta solo di un passaggio intermedio previsto dalla procedura di co-decisione. Il Parlamento accetterà o rifiuterà il QFP nel corso del mese di luglio 2013. 
Con il voto dello scorso mercoledì, il Parlamento ha espresso la propria posizione sui punti seguenti:
- mancanza di trasparenza e rispetto del ruolo del PE durante i negoziati di febbraio
- necessità di flessibilità del budget rispetto alle diverse voci di spesa
- necessità di operare una revisione del QFP a medio termine, dopo la costituzione della nuova Commissione e l'elezione del nuovo Parlamento Europeo
- nessun riporto dei debiti 2013 nel nuovo QFP

Il PE sta chiaramente mostrando al Consiglio che occorre tenere conto dei nuovi poteri che gli sono stati attribuiti dal Trattato di Lisbona. Il fatto che il PE agisca in modo da controbilanciare il potere del Consiglio è un elemento positivo per la difesa del "progetto europeo" e della funzione pubblica che lo rende possibile!

In questo contesto, prevediamo che la riforma dello statuto non entrerà in vigore prima di gennaio 2014.

Per maggiori informazioni sul voto di mercoledì vi invitiamo a consultare i comunicati stampa di Parlamento e Commissione.
Vi ricordiamo che potrete trovare maggiori informazioni sul QFP e sulla riforma sul nostro sito internet.

venerdì 8 marzo 2013

Ultimi aggiornamenti sulla riforma

Come saprete, durante i negoziati sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2014-2020 che si sono svolti all'inizio di febbraio, il Consiglio Europeo ha deciso di tagliare le spese amministrative di € 1,5 miliardi.
Questo si aggiunge al milione di euro di risparmio che la Commissione ha volontariamente presentato con la proposta di riforma del dicembre 2011 (vedi il nostro precedente messaggio).
Per poter reperire l'ulteriore miliardo e mezzo, la Commissione ha proposto di congelare per i prossimi due anni gli stipendi e le pensioni del personale impiegato nelle istituzioni europee, nelle agenzie e negli altri corpi. Questo significa che quanto previsto dal metodo appena scaduto il 31 dicembre 2012 (che prevedeva l'evoluzione di stipendi e pensioni con i funzionari nazionali), non si applicherà anche se il metodo sarà reintrodotto con la riforma.

L'esatto ammontare della perdita del poter di acquisto dipenderà dalla combinazione tra l'inflazione a Bruxelles e l'evoluzione degli stipendi dei funzionari nazioni nei prossimi due anni, ma ci aspettiamo che possa corrispondere approssimativamente a un echelon. L'effetto di questo congelamento dei salari si ripercuoterà anche oltre questi due anni e al momento dell'entrata in pensione. Stiamo seguendo da vicino questo nodo ma sembra che ci sia poco da fare per contrastare questa prospettiva; la pressione sul Consiglio su questo aspetto è molto importante e, ad ogni modo, un altro miliardo e mezzo deve essere risparmiato dalle spese amministrative. Durante questo periodo di congelamento è probabile che il coefficiente correttore sarà aggiornato annualmente come sempre.
Un'altra misura proposta è ancora più controversa: i negoziati, al loro attuale stadio, prevedono l'introduzione di un nuovo prelevamento di crisi del 6% parallelamente al congelamento degli stipendi. Non possiamo accettare questo prelievo in assenza di un metodo o nel caso in cui il metodo sarà ripristinato con modalità sostanzialmente divergenti dal precedente. Nel corso dei negoziati dell'ultima riforma del 2004, il prelievo è stato introdotto in cambio di un metodo stabile e ben definito. I due elementi non possono che andare di pari passo. Noi crediamo che, con il congelamento di retribuzioni e pensioni, nessun prelievo debba essere applicato. La DG HR ha dimostrato apertura verso queste argomentazioni e ne terrà conto durante i negoziati con il Consiglio. Un punto sembra essere chiaro: il prelevamento non potrà essere applicato retroattivamente. Non dovremo restituire poi ciò che avremmo dovuto pagare adesso se il prelievo di solidarietà non fosse scaduto alla fine del 2012.
Ma non è tutto!
Il modo in cui sono state scritte le conclusioni del Consiglio di febbraio possono dar addito ad alcune interpretazioni. Alcuni membri del Gruppo di Lavoro sullo Statuto del Consiglio (con l'Austria alla guida) vorrebbero introdurre una limitazione all'evoluzione dei salari dopo i 2 anni di congelamento, almeno fino al 2020. Comprenderebbe un "tetto dinamico" che consiste nella deduzione dello 0,5% per ogni adeguamento salariale, anche se dovesse risultare un adeguamento negativo, e un "tetto statico" che limiterebbe al 2% massimo ogni futuro adeguamento positivo.
La Commissione non è d'accordo con questa proposta che non è in linea con le conclusioni del summit al Consiglio.
Dal summit del Consiglio, la Commissione (DG HR) ha incontrato diverse volte il Gruppo di Lavoro del Consiglio sullo Statuto ma le discussioni sono difficili e le due parti non trovano l'accordo sulle modalità di implementazione della riforma. Inoltre, il Gruppo Statuto non ha una singola opinione comune e alcuni tra i suoi componenti sono fermi su posizioni piuttosto estreme. La Commissione ha richiesto di poter ora negoziare a livello COREPER (gli ambasciatori degli stati membri) e spera che si possa tenere un approccio più ragionevole e realistico. 
Il Parlamento Europeo accetterà (o rifiuterà) la proposta sul QFP tra giugno e luglio. Se il Parlamento sarà d'accordo verrà dato avvio al "trialogo" Consiglio-Commissione-Parlamento per discutere come implementare la riduzione del budget QFP e si pensa che il Parlamento potrà inasprire la propria posizione contro il Consiglio.
Per concludere, i negoziati sulla riforma sono ancora nelle loro fasi iniziali (piuttosto caotiche). Avere raggiunto un accordo sul QFP non significa che tutto é stato chiarito. Un congelamento di stipendi e pensioni per 2 anni sembra inevitabile ma certi stati membri intendono colpire ulteriormente il servizio pubblico europeo.
La riforma comunque non entrerà in vigore prima del gennaio 2014.
Dobbiamo stare molto attenti e abbiamo bisogno del vostro supporto!
R&D è qui per difendere i vostri diritti!

giovedì 14 febbraio 2013

R&D cafè: Multiannual Financial Framework

Nel corso dell'ultimo summit europeo (7/8 febbraio 2013) il Consiglio ha approvato il Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020; le conclusioni possono essere scaricate a questo link. Lo scorso lunedì 11/2 il vice-presidente della Commissione Europea M. Šefčovič ha discusso il QFP con i sindacati e questo incontro ci ha dato la possibilità di comprendere meglio l'ottica della Commissione. Per quanto concerne il Capitolo V (pagine 39/40) riguardante le spese amministrative (stipendi, Scuola Europea, ecc..), è previsto un taglio di €2,5 miliardi rispetto al miliardo inizialmente avanzato nella proposta della Commissione, congiuntamente alla conferma dei tagli al personale pari al 5% per il periodo 2013-2017. L'adeguamento salariale non sarà applicato nei prossimi 2 anni mentre non è ancora chiaro come verrà gestito il prelievo di solidarietà. Il Parlamento Europeo ora dovrà valutare la proposta del Consiglio: toccherà ai membri del Parlamento decidere se accettare o rifiutare ma non è possibile presentare alcuna modifica.
Le trattative avranno luogo nelle prossime settimane: se volete saperne di più o volete esprimere la vostra opinione, vi invitiamo a partecipare al prossimo R&D Cafè previsto entro il mese di febbraio. Rimanete sintonizzati!

giovedì 6 dicembre 2012

RIFORMA: LA SITUAZIONE ATTUALE

E' ormai chiaro che la riforma non potrà entrare in vigore il prossimo 1 gennaio 2013. Le discussioni sono ferme al Consiglio, che non è stato in grado di arrivare ad una posizione comune tra gli stati membri. Finora quindi nessun progresso.

mercoledì 31 ottobre 2012

Scioperare si o no?


A seguito dell'annuncio di sciopero da parte di alcune rappresentanze sindacali per il prossimo 8 novembre 2012, vorremmo chiarire la situazione e trasmettervi la posizione di R&D Ispra.

venerdì 27 luglio 2012

Riforma 2013

Qui di seguito vi proponiamo una panoramica dei principali elementi che sono stati oggetto di modifica in occasione della revisione dello Statuto (la cosiddetta "Riforma"), che dovrebbe avere essere applicata a partire dal 1 gennaio 2013.
Per correttezza, vi ricordiamo che
:
·      La Commissione Europea ha finalizzato la propria proposta di riforma nel dicembre 2011.
·      Il Parlamento Europeo ha inoltrato i propri emendamenti nell'aprile 2012.
·      Il Consiglio non ha ancora comunicato la sua posizione ma dovrebbe farlo nel corso dell'autunno 2012.
Potrete leggere maggiori dettagli nei seguenti post "Istantanea sulla Riforma I", "Istantanea sulla riforma II", "Istantanea sulla Riforma III".

Istantanea sulla Riforma III: Opinione del Consiglio

Poiché finora non è stato raggiunto nessun accordo nel gruppo di lavoro del Comitato Statuto del Consiglio, ci si può aspettare che la discussione continui a settembre sotto la presidenza cipriota. Nel caso in cui la riforma dello statuto non sia finalizzata per la fine del 2012, è molto probabile che saranno adottate delle disposizioni specifiche unicamente per l'adeguamento annuale degli stipendi e per il prelievo speciale.

Istantanea sulla Riforma II: emendamenti del Parlamento Europeo


Questo è un riassunto (non esaustivo) dei cambiamenti più importanti apportati alla proposta della Commissione. Le modifiche più significative adottate dal Comitato JURI possono essere divide in 2 categorie:

Istantanea sulla Riforma I: le proposte principali della Commissione

(vedi anche Myintracomm - rete blu o Myintracomm - rete verde)
 
I punti principali della proposta inoltrata dalla CE [COM(2011)890] lo scorso 13/12/2011 sono evidenziati qui di seguito:

martedì 3 gennaio 2012

2012

Un altro anno è passato e voi potreste essere preoccupati di sapere che cosa il 2012 riserverà per voi, le vostre famiglie e i vostri cari, per l'Europa e forse il mondo intero. Certamente non è un momento semplice. Tutti sappiamo che chi è contrario ad una possibile regolamentazione del mercato finanziario è anche detentore di giornali e canali  televisivi. E, non dimentichiamo, i media fuorvianti (spesso manovrati dai veri profittatori della crisi attuale) inducono un pubblico manipolato a pensare che sia una buona notizia quando questi funzionari cattivi, strapagati e inutili vengono puniti.  
Dove si posizionano R&D e il JRC in questa complessa situazione?
Come R&D Ispra siamo consapevoli dell'importanza e dell'impatto dei mercati e daremmo volentieri il benvenuto ad un maggior coinvolgimento del JRC su questa tematica. Per questo motivo abbiamo organizzato una presentazione sulla cultura dei bonus e delle ricompense che sarà tenuta nel nuovo Auditorium da un esperto internazionale in materie bancarie il prossimo 20 Gennaio 2012 alle 10.30. 

martedì 6 settembre 2011

Cosa stiamo facendo per voi

Bentornati! Ci auguriamo che abbiate trascorso bene le vostre vacanze.
Cosa vi potete aspettare da noi nei prossimi 4 mesi?
a) Domani mercoledì 7/9 alle 10:00 (Nuovo Auditorium – Ed. 58) si terrà un'assemblea sul coefficiente correttore. Vi informeremo su come intendiamo continuare con la nostra battaglia legale davanti alla Corte. L'attuale proposta della Commissione per il nuovo metodo implicherebbe un impatto negativo permanente dei coefficienti correttori del 2010, 2011 e 2012 a partire dal 2013! Saremo lieti di incontrarvi domani per fornirvi tutti i dettagli.

lunedì 11 luglio 2011

Dichiarazione congiunta maggioranza sindacale

In relazione agli ultimi sviluppi, i sindacati firmatari uniscono le proprie forze per difendere gli interessi di tutto il personale di Ispra e di Siviglia.

Questa decisione mostra la nostra intenzione di unirci per affrontare la pericolosa riforma dello Statuto del personale preparata della Commissione, riforma che si piega alla volontà del Consiglio e degli Stati Membri.

Questo raggruppamento di forze, in armonia con la maggioranza sindacale del Comitato Centrale del Personale, rafforzerà la nostra coordinazione e la nostra capacità di azione con i nostri colleghi degli stessi sindacati di Bruxelles.

R&D                       CISL                      FFPE                 SFIE                     U4U
H. Nieman           M. Gemelli              S. Scheer          C. Zonca              S. Pakalin   

venerdì 13 maggio 2011

Reform of Staff Regulations

Un paio di settimane fa vi abbiamo informato dell'inizio delle trattative per la revisione dello Statuto. Questa settimana il vicepresidente Šefčovič ha informato più dettagliatamente tutto il personale e il Parlamento Europeo, aggiungendo che si aprirà un dialogo costante con lo staff e con i rappresentanti del personale. Avremmo preferito ricevere queste informazioni prima delle dichiarazioni del Commissario Lewandowski alla stampa, quando ha rivelato l'esistenza di un piano inteso a rivedere profondamente lo status e i privilegi della funzione pubblica europea che sarà reso pubblico a giugno.
Questa inversione della sequenza di comunicazione potrebbe dare l'impressione che tutto sia già stato deciso e che il dialogo sociale servirà solo come pretesto per vendere meglio il piano.

martedì 26 aprile 2011

Riforma in arrivo?

Ancora prima di iniziare a discutere di una qualunque procedura di negoziazione tra l'Amministrazione e i sindacati, un Commissario ha rivelato alla stampa l'esistenza di un piano per rivedere lo status e i privilegi della Funzione pubblica europea. Questo piano sarà reso pubblico a giugno 2011.
Possiamo solo sperare che l'informazione fornita alla stampa dal Commissario Lewandowski sia frutto di un malinteso.
Avendo ascoltato attentamente il suo discorso
(dal minuto 21), chiederemo alla Commissione di chiarire la situazione.